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Occupazione tra luci ed ombre

di AD
4 luglio 2017 | 12:07

Hanno annunciato di voler tornare in piazza i lavoratori di Itinera, società del gruppo Gavio che –a due anni dalla protesta degli operai che rischiavano di perdere il posto di lavoro a causa della liberalizzazione del settore delle concessioni autostradali- si ritrovano ora con una serie di promesse disattese e la paura di ripercussioni drastiche a livello occupazionale. Sono i sindacati a sottolineare come gli accordi stipulati a suo tempo con il ministero delle Infrastrutture non siano stati rispettati. Il fatto è che l’attuale normativa impedisce a chi gestisce l’autostrada di assegnare direttamente alle sue imprese la manutenzione del tratto di competenza, affidandolo invece ad esterni. Un provvedimento che si era stimato avrebbe messo sul lastrico 800 persone solo in provincia di Alessandria, oltre 2000 in tutt’Italia. Sia il gruppo Gavio che i sindacati avevano chiesto un tavolo a Roma ma, ad oggi, non ci sono salvaguardie per le maestranze. Di conseguenza è stata annunciata una protesta nazionale che si svolgerà lunedì prossimo a Tortona e, contemporaneamente, a Bologna e a Roma. Risvolti positivi, invece, per i due dipendenti Atm che, poco più di un anno fa, non firmarono il patto Atm-Amag Mobilità, con cui quest’ultima partecipata rilevava la fallita azienda di bus alessandrini. I due lavoratori, che a suo tempo si rifiutarono di firmare la cosiddetta “manleva” dove bisognava accettare il congelamento di cinque settimi di 13ª e 14ª mensilità, vennero licenziati. Ora –come stabilisce la sentenza del ricorso presentato dai due dipendenti tramite il sindacato autonomo Faisa - devono tornare “nel posto di lavoro precedentemente occupato” e dovrà essere corrisposta loro una  “somma pari a 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre interessi legali e rivalutazione fino al saldo”.